Cos’è l’SPI, come funziona, quando è obbligatorio e perché va verificato periodicamente: segui le nostre indicazioni per avere un impianto adeguato e sicuro

Quando si installa un impianto fotovoltaico o qualsiasi sistema di produzione di energia collegato alla rete elettrica, non basta produrre energia: bisogna farlo in sicurezza e nel rispetto delle norme. Tra i dispositivi più importanti in questo senso c’è il Sistema di Protezione di Interfaccia (SPI), spesso poco conosciuto ma fondamentale per garantire il corretto funzionamento dell’impianto e la tutela della rete pubblica.

Vediamo insieme di che cosa si tratta.

 

Sistema di Protezione di Interfaccia (SPI): cos’è e come funziona

Il Sistema di Protezione di Interfaccia, chiamato SPI, è un dispositivo fondamentale per tutti gli impianti che producono energia elettrica e sono collegati alla rete nazionale, come ad esempio un impianto fotovoltaico.

Il suo compito principale è garantire la sicurezza. L’SPI controlla continuamente i valori di tensione e frequenza della rete elettrica. Se questi valori escono dai limiti stabiliti dalla normativa, il sistema interviene automaticamente e scollega l’impianto dalla rete. In questo modo protegge la rete pubblica, i tecnici che lavorano sulle linee elettriche e i componenti dell’impianto stesso.

Quando l’SPI rileva un’anomalia, esiste un secondo elemento che apre materialmente il circuito: si tratta del Dispositivo di Interfaccia (DDI), un componente che interrompe il collegamento tra impianto e rete quando necessario.

Attenzione però: il Sistema di Protezione di Interfaccia non è solo un obbligo normativo, ma un elemento essenziale per la sicurezza degli impianti fotovoltaici e della rete elettrica. Installarlo correttamente, effettuare l’adeguata manutenzione e mantenere aggiornata la documentazione significa proteggere l’impianto, evitare sanzioni e garantire continuità nella produzione di energia. In un contesto in cui le energie rinnovabili sono sempre più diffuse, l’SPI rappresenta una garanzia fondamentale per un sistema elettrico sicuro ed efficiente.

 

Obblighi e verifica periodica

L’installazione dell’SPI è obbligatoria per tutti gli impianti di produzione connessi alla rete elettrica, secondo le norme:

  • CEI 0-21 per impianti collegati in Bassa Tensione (BT);
  • CEI 0-16 per impianti collegati in Media Tensione (MT).

Per gli impianti fotovoltaici fino a 11,08 kWp, l’SPI è generalmente integrato direttamente nell’inverter; in questi casi è sufficiente l’autocertificazione del produttore. Per impianti con potenza superiore a 11,08 kWp invece, è obbligatorio installare un SPI esterno con specifici obblighi di verifica periodica.

Quest’ultimo aspetto è molto importante. La normativa prevede che, per impianti superiori a 11,08 kWp il sistema venga verificato ogni 5 anni. Questa verifica deve essere effettuata ovviamente da un tecnico abilitato con una strumentazione adeguata e certificata. Durante il test vengono controllate le soglie di intervento dell’SPI, cioè i valori di tensione e frequenza ai quali il sistema deve disconnettere l’impianto.

Saltare la verifica quinquennale può avere conseguenze serie. La mancata prova può comportare la sospensione di eventuali incentivi legati all’impianto, oppure anche il distacco dell’impianto dalla rete elettrica; anche piccoli errori o dimenticanze possono creare seri problemi tecnici o amministrativi. Per questo è fondamentale rispettare le scadenze e conservare tutta la documentazione.

 

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