Il blackout che ha colpito Spagna e Portogallo ha bloccato tutto: cos’è successo, i rischi dell’Italia e come tutelarsi

Il 28 aprile 2025, un evento senza precedenti ha lasciato quasi tutta la penisola iberica al buio. Un blackout di proporzioni enormi ha colpito Spagna e Portogallo, con ripercussioni anche in alcune aree della Francia. Milioni di persone si sono ritrovate improvvisamente senza corrente elettrica: trasporti fermi, telecomunicazioni interrotte, attività commerciali paralizzate.

Al di là del panico generale, a mente fredda, questo deve farci capire quanto l’intero mondo ruoti attorno all’energia elettrica – dalle più grandi infrastrutture ai piccoli aspetti quotidiani. Ma cos’è successo esattamente? E siamo sicuri che una cosa del genere non possa accadere anche in Italia?

 

Blackout totale tra Spagna e Portogallo: cos’è successo e le operazioni di ripristino

Poco dopo mezzogiorno del 28 aprile 2025, una grave instabilità ha colpito la rete elettrica ad alta tensione spagnola e portoghese. Secondo il gestore portoghese potrebbe essere stato un raro fenomeno fisico legato alle temperature e alla vibrazione delle linee ad alta tensione. Tuttavia, molti esperti hanno espresso dubbi su questa ipotesi, data l’assenza di eventi climatici e sbalzi termici significativi in quel momento tra Spagna e Portogallo.

E se fosse stato un attacco informatico o simili? Le autorità lo hanno escluso, mentre la Commissione Europea ha avviato un’indagine tecnica per accertare le responsabilità e rafforzare la resilienza delle reti europee. In ogni caso, le cause esatte del blackout sono ancora oggetto di indagine.

In pochi minuti, l’effetto domino ha spento intere città. A Madrid per esempio, la metropolitana si è fermata, causando l’evacuazione di migliaia di passeggeri. I semafori non funzionavano, le reti mobili erano intermittenti e molte strutture sanitarie sono finite in emergenza. Le immagini delle persone che si riversano ai supermercati per fare scorte, corrono ai bancomat per prelevare gli ultimi contanti rimasti e vagano al buio sui binari della metropolitana senza avere una meta precisa fanno rabbrividire.

Nelle ore successive sono cominciate le operazioni di ripristino, ma il tutto è stato complesso e graduale. Addirittura solo in tarda serata è stato raggiunto il 50% della copertura in Spagna, e la normalità è tornata solo all’alba del giorno successivo. Evidentemente, nessuno era pronto ad un evento del genere, né in termini logistici né emotivi.

 

Potrebbe succedere anche in Italia?

Purtroppo, la risposta è sì. L’Italia è collegata al resto d’Europa tramite una rete elettrica interconnessa: un grave guasto in un punto critico può avere effetti a catena, anche a distanza. Inoltre, il nostro Paese ha una rete che, in alcune zone, risente ancora di infrastrutture obsolete o congestionate, specialmente nei periodi di “alta domanda” (estate o inverno).

Non aiutano le condizioni metereologiche, sempre più estreme ed imprevedibili. Di fatti, gli stessi eventi atmosferici potrebbero mettere in crisi la distribuzione locale e nazionale dell’energia elettrica.

E se un blackout del genere scoppia in Italia, cosa dobbiamo fare?

Esistono alcune misure concrete per proteggersi. Innanzitutto bisogna dotarsi di gruppi di continuità (“UPS”), ovverosia quei dispositivi che forniscono energia elettrica temporanea ed immediata in caso di interruzione della corrente. Il loro scopo è quello di evitare che un’improvvisa mancanza di elettricità spenga strumenti come computer, modem, registratori di cassa o centraline, danneggi apparecchiature elettroniche e causi la perdita di dati o fermi macchinari. Questi gruppi di continuità garantiscono pochi minuti di autonomia per spegnere tutto in sicurezza.

Poi ci sono i generatori di emergenza: per chi vive in zone isolate o ha esigenze particolari (come apparecchiature medicali domestiche), un generatore portatile a benzina o a gas può fornire energia temporanea.

Molto utili possono essere anche gli impianti fotovoltaici con accumulo: se dotati di batterie, possono offrire autonomia per diverse ore in caso di blackout, rendendo la casa quasi autosufficiente. Infine, un piccolo consiglio domestico è quello di acquistare lampade a LED ricaricabili e power bank: si tratta di piccoli strumenti ma utilissimi per affrontare le prime ore senza elettricità. L’obiettivo vero infatti è quello di non andare nel panico.

 

Inutile nascondere però che il blackout che ha colpito Spagna e Portogallo è un campanello d’allarme per tutta Europa. La nostra dipendenza dall’energia elettrica è totale, e basta un evento anomalo per bloccare intere nazioni. Prepararsi, sia a livello domestico che infrastrutturale, è l’unico modo per affrontare con sicurezza queste eventualità.

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